La 2CV: la macchina perfetta per il picnic!

Tanti auguri alla geniale Citroën 2CV che nel 2018 compie 70 anni
Quanti di voi si ricordano questa vettura o ne hanno sentito parlare?
La Citroën 2 CV, da tanti conosciuta anche come la “due cavalli”, venne inizialmente definita il “brutto anatroccolo” perché non rispecchiava i canoni di una vettura tradizionale di quel periodo, ma con il passare degli anni si è rilevata un successo.

Nata quasi come mezzo di lavoro per l’ambiente rurale, doveva trasportare “due contadini, 50 chili di patate e un paniere di uova attraverso un campo arato senza romperne neanche uno”.
Non doveva essere di lusso ma nonostante ciò è stata, di volta in volta, la vettura di giovani ricchi e di giovani poveri, di snob, intellettuali, conservatori e rivoluzionari, operai e ricche ereditiere, divenendo una compagna di vita, un mezzo per l’avventura, uno status symbol.

 

FAMIGLIA A BORDO DELLA 2CV

 

Cosa non si fa per regalare un po’ di libertà e relax.
L’idea era semplice e fantastica: oltre alla garanzia di non rompere nessuna delle uova contenute nel proverbiale paniere, vi erano i geniali sedili, o meglio, due amache sospese che potevano essere utilizzate al di fuori della vettura, rivelandosi delle comode sedute per gli appassionati di picnic.

 

2CV PERFETTA PER IL PICNIC

 

Per tutti coloro che hanno posseduto una “due cavalli”, ripensando a questa vettura, sicuramente riaffioreranno ricordi indelebili di gite domenicali trascorse con amici e famiglia quando era sufficiente togliere i “sedili” e adagiarli sul prato attorno ad un gustoso picnic.

 

PREZZEMOLO’S CAR

 

RELAX E DIVERTIMENTO
In quel periodo c’era soprattutto tanta voglia di stare assieme, giocare e far festa, e proprio per questo Gardaland, in occasione della storica Caprino-Spiazzi (VR) che si terrà nei giorni 8 e 9 settembre 2018, ha scelto una Citroen 2CV del 1985 come “Prezzemolo’s car” che sfilerà come apripista in apertura dell’evento.
Perché la Citroën 2CV, come il picnic, “n’est pas une voiture” bensì “un art de vivre”